19 gennaio 2011
Consigli per gli acquisti - Honda Revere Custom
Curiosando in rete alla ricerca di un mezzo "low cost" su cui mettere le mani mi sono imbattuto su questa motoretta decisamente interessante. La base é una onestissima Honda Revere 650 a cui il proprietario ha riservato parecchia cura con il fine di ringiovanirne l'aspetto ed il carisma. Nella configurazione originale il monobraccio con cardano incorporato ed il V Twin raffreddato a liquido non erano esaltati per nulla.Sono cosí arrivati una sella completa Ducati Monster, faro anteriore Yamaha MT03, scarico alto della Arrow, specchi, strumenti e semimanubri nuovi, il tutto completato da una vistosa verniciatura arancione. Certo la moto ha piú di vent'anni, ma trattandosi di una Honda di estrazione turistica con meno di 60'000 km la cosa non mi spaventerebbe.
Interessante é anche il prezzo, a dimostrazione purtroppo che in un paese come il nostro dove se cambi le frecce i vigili possono farti perlomeno perdere un'eternitá di tempo (se va bene), la passione spesso non paga. Di seguito il link alla pagine di annunci on-line dove l'ho trovata.
http://www.subito.it/moto-e-scooter/honda-revere-restaurata-milano-16422359.htm
PS: Il servizio consulenza é gratuito e disinteressato, non ho nulla da guadagnare, soltanto mi piacerebbe che una motoretta cosí curata non finisse allo sfacio.
Aggiornamento: L'annuncio é sparito, qualcuno l'ha comprata o e scaduto?
17 gennaio 2011
Week End Globetrotter - GENIALE
Mi é stato consigliato di andare a leggere sul sito di "La Repubblica" la storia di questo Notaio/Giornalista/Motoviaggiatore spagnolo che ha trovato il modo di prolungare nei fine settimana le avventure "on the road" che giá aveva avuto modo di intraprendere durante un "anno sabatico". (Grazie Marco) La storia é interessante e potrebbe essere presa come esempio per organizzare quancosa di diverso dal solito sfruttando le opportunitá che ci offrono le nuove tecnologie e la politica dei voli "Low Cost". In pratica un viaggio a tappe interrotto dal rientro settimanale in ufficio, durante il quale la moto resta in aeroporto in attesa di riprendere il percorso il fine settimana seguente. Poi se siete reporter per una compagnia aerea...tanto di guadagnato.
Di seguito un sunto dell'articolo di Claudia Cucchiarato:
Si può visitare un continente intero senza smettere di andare a lavorare ogni lunedì mattina e senza spendere un patrimonio?[...] La risposta è sì, si può: percorrendo con mezzo privato o noleggiato la distanza che separa la città scelta per l'arrivo, il venerdì, da quella della partenza, la domenica. Basta dotarsi di un po' di spirito d'avventura, una buona dose di organizzazione, una mappa dettagliata, una carta di credito per gli acquisti online e il gioco è fatto. Grazie alla proliferazione di voli lowcost che uniscono quotidianamente quasi tutte le grandi città d'Europa, oggi è possibile programmare viaggi che durano un solo weekend, ma che permettono di visitare anche due o più città nel giro di tre giorni. Bisogna però invertire il senso del concetto "volo di andata e ritorno" con quello del "volo di ritorno e andata". Si parte la domenica sera da una città appena raggiunta con mezzo privato o noleggiato e vi si ritorna il venerdì successivo, dopo aver completato la settimana di lavoro, per ripartire alla volta della meta del seguente volo.[...]"E' un nuovo modo di concepire il mini-viaggio del fine settimana", dice Silvestre. Dopo aver fatto il giro del mondo in moto in un anno sabbatico, descritto e illustrato in un libro recentemente pubblicato, Miquel si è sentito letteralmente ingabbiato al suo ritorno al lavoro a Barcellona. Ma non aveva più giorni di vacanza a disposizione e ha pensato di continuare a viaggiare solamente nei fine settimana, senza fermarsi mai.[...] "Se si sceglie di viaggiare in moto, basta consultare le previsioni del tempo e affidarsi all'istinto", dice l'esperto. Il resto viene da solo e le sorprese durante il cammino possono essere infinite. Non solo quelle che si possono scoprire nei tragitti che uniscono le diverse città: paesaggi, persone, località ignorate dalle principali guide turistiche... Ma anche quelle che si possono scovare nei luoghi più inattesi: "Per me è stata una sorpresa scoprire quanto siano sicuri, oltre che gratuiti, i parcheggi per le moto della maggior parte degli aeroporti europei", racconta Miquel. Quello di Napoli e quello di Dubrovnik compresi.[...]
http://viaggi.repubblica.it/articolo/il-giro-d-europa-senza-ferie/222834
14 gennaio 2011
Interpretazioni SCRAMBLER
Una carrellata di motorette piú o meno trasformate, tutte in chiave scrambler o che comunque invitano a "farla sporca". L'ultima in fondo é un Versys!!
12 gennaio 2011
Triumph Speed Single 125 - 250
Ho realizzato questo bozzetto per il noto sito motorbox.com su una "soffiata" di Stefano Cordara riguardo l'evetualitá che la Trumph allarghi la propria offerta ai giovanissimi con una inedita 125cc.
L'articolo intero su Red-Live
L'articolo intero su Red-Live
Piccole Cilindrate
Sono anni che se ne parla, ormai i toni hanno preso le sembianze dei luoghi comuni del bel paese…non ci sono piú le mezze cilindrate, le strade di oggi non sono piú quelle di una volta, si stava meglio quando si stava peggio e cosí via.
“Grazie” alla crisi economica mondiale ed alla conseguente diminuzione dei consumi, qualcosa si muove e l’offerta di motociclette vere, di piccola cilindrata sta aumentando. Negli anni le proposte non sono mancate ma spesso sono uscite di scena senza lasciare troppi rimpianti, vedi la Suzuki TU 250, che ha messo in sella piú di una signora, o la Ducati Monster 400 che nonostante una ciclistica ottima non ha lasciato il segno. Dall’oriente è anche arrivata la Hyosung con la Comet 250 con una dotazione piú che onesta, con tanto di forcella rovesciata, ad un prezzo interessante.
Ultimamente è arrivata la Kawasaki con la Ninja 250, capace di appagare l’occhio e regalare prestazioni degne di un 125 2T degli anni ’90, ben 27 CV e 22nm di coppia. Certo non si puó gridare la miracolo ma l’approccio scelto da Kawasaki di puntare sul carattere del mezzo senza preoccuparsi troppo delle prestazioni ha pagato, ed in un certo senso è la moto che ha portato l’attenzione del grande pubblico su questo segmento dimenticato.
Purtroppo peró siamo alle solite, “bella, mi piace, è divertente da guidare…peró non la comprerei”.
Ecco i perché: oltre al discorso “apparenza” (per presentarsi al bar con un’attrezzo del genere meglio un scooter); resta il fatto che se ci si appassiona alla moto dopo poco tempo si vorrá qualcosa di piú grande, non tanto per andare piú forte su strada (probabilmente la curva da 70 all’ora con la Ninjetta resterá da 70 anche con un 600 da 100cv), la differenza la fa la fatica alla guida. Con piú CC è inevitabile avere piú potenza, ma soprattutto piú coppia e piú fluiditá di erogazione; questi due parametri portano ad una moto piú “pronta” a prendere giri e quindi piú rilassante da guidare, che permette di andare anche in due e lascia un bel margine sia di sicurezza sia di prestazioni, senza contare il fatto che rivendere un 250 non è cosí semplice.
Ecco i perché: oltre al discorso “apparenza” (per presentarsi al bar con un’attrezzo del genere meglio un scooter); resta il fatto che se ci si appassiona alla moto dopo poco tempo si vorrá qualcosa di piú grande, non tanto per andare piú forte su strada (probabilmente la curva da 70 all’ora con la Ninjetta resterá da 70 anche con un 600 da 100cv), la differenza la fa la fatica alla guida. Con piú CC è inevitabile avere piú potenza, ma soprattutto piú coppia e piú fluiditá di erogazione; questi due parametri portano ad una moto piú “pronta” a prendere giri e quindi piú rilassante da guidare, che permette di andare anche in due e lascia un bel margine sia di sicurezza sia di prestazioni, senza contare il fatto che rivendere un 250 non è cosí semplice.
Ritornando su tema costi benefici c’è da tenere presente anche l’offerta dell’usato, ormai con pochi spicci si puó montare in sella a dei bei giocattoli, magari non all’ultima moda ma decisamente di categoria superiore alle varie 250 “sportive” che si trovano nei concessionari.
La mia opinione è che fatto salvo il discorso assicurativo a favore delle “piccole” per il resto queste non abbiano un gran senso, certo passare dallo ZIP 50 ad un CBR600RR non lo consiglerei a nessuno, ma una mono/bicilindrica di 600 o 650cc non credo sia cosí esagerata. Certo se in tutta Europa ci fosse una legge che limita a 400cc gli under 21 allora vedremmo aprirsi un nuovo segmento, un pó come succede per le 125 che sembra stiano risorgendo dopo anni di oblio.
Concludendo la verità è che la moto è una passione che si nutre di emozioni, spesso la paura/consapevolezza di avere sotto il sedere un mezzo al di sopra delle proprie esigenze è il vero impulso all’acquisto, sono le vendite che lo dicono, non io.
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