Altro consiglio per gli acquisti. come sempre disinteressato e senza fini di lucro. Il mezzo sembra ben fatto, come sempre se non siete dei meccanici portatevene uno! Il prezzo di 1000€ é indicativo, recita "vendesi al miglior offerente"...
http://www.moto.it/moto-usate/buell/cyclone-1200/cyclone-1200-m2/index.html?msg=3073830
30 marzo 2011
24 marzo 2011
Jeff Patterson's Electric Cruiser
Il Signor Jeff Patterson, dopo aver visto "Who Killed the Electric Car" (film documentario sull'argomento) ha pensato bene di farsi in casa la sua cruiser elettrica. Ha affrontato la faccenda all'americana, senza mezze misure e facendo le cose "grosse".
Ha utilizzato un telaio rigido autocostruito, quindi privo di sospensioni posteriori, una forcella a molle aftermrket e ruote road king. Infine un ammortizzatore da moutain bike migliora il comfort della sella...per quanto possibile dal momento che non é imbottita.
All'alimentazione pensano 6 batterie da auto da 72 volt montate ordinatamente su due file e fissate con cinghie di cuoio. Il finto serbatoio serve a contenere i vari controller ed il carica batterie integrato.
Le prestazioni non fanno ovviamente gridare al miracolo, il peso si ferma poco sotto i 300kg, la velocitá massima si attesta sulle 60 miglia orarie ( Poco sotto i 100km/h) e l'automonia é limitata a 70 miglia (circa 110 Km). In effetti su quel sellino e con il telaio rigido sfido io a farne di piú!
In compenso il risultato é esteticamente appagante, le proporzioni da grossa cruiser sono rispettate in pieno e nel complesso il mix tecnologico é decisamete ben riuscito.
Via: Motorcyclenews
22 marzo 2011
Consigli per gli acquisti - CBR 900 Scarenata
Le motociclette, hanno in comune con le donne anche questa cosa, alcune quando si svestono diventano svergognate, altre invece, piú fortunate, mantengono la loro eleganza anche desnude.
E' questo il caso della CBR di questo annuncio, probabilmente reduce da un tamponamento (i cerchi uno per tipo fanno supporre che l'avantreno sia stato rimpiazzato), ha saputo rinascere con un certo stile, quel classico un pó castigato che non passa mai di moda. Il paragone con la Hornet 900 e fuori luogo, qui si parla di telaio, motore e prestazioni "senza filtro", forse un filino esagerate per una scarenata, ma é questione di gusti.
Il prezzo é quasi incredibile, consigliatissimo un controllo da parte di un meccanico, ma l'annuncio promette bene.
Annuncio su moto.it
http://www.moto.it/moto-usate/honda/cbr-900-rr/cbr-900-rr--1998-99/index.html?msg=3031204
21 marzo 2011
Donne e motori...elettrici.
E' proprio vero che il motore dell'economia ha un nome ed inizia con F...
La Brammo, nota marca produttrice di moto elettriche, recentemente ha lanciato il suo nuovo modello, la "Empulse", nulla da dire, bel progetto, prestazioni ottime, estetica curata ed un bel passo avanti rispetto alla "Enertia", entry level cittadina dedicata ai piccoli spostamenti. Questa Enertia promette diverimento.
Per enfatizzare la cosa durante lo scorso granpremio di Laguna Seca la Brammo ha presentato il suo nuovo gioellino contornandolo di bellezze locali poco vestite, non si sa mai, con il caldo che fa laggiú!
Qui di seguito un pó di foto, con buona pace delle nostrane Veline e di chi sostiene che "donne e motori" includa per forza la componente benzina. A quanto pare se ne puó fare a meno...
18 marzo 2011
Scrambler Elettrico: siamo pronti a questo?
Da qualche tempo a questa parte nel mondo della moto c'é voglia di serenitá, si sente la necessitá di ritrovare un senso di equilibrio, probabilmente andato perso nela corsa alle prestazioni degli ultimi anni. Non é un caso che i modelli "retró" stiano andando bene e che sui listini stiano ricomparendo modelli e varianti dedicati al turismo. Proprio in quest'ottica il sottobosco di preparatori e customizers, sta riscoprendo le moto on-off, come dicono gli inglesi, motociclette in grado di affrontare strade sterrate senza far penare troppo su asfalto.
Ho pensato di elaborare questa tendenza e spingere questo concetto ancora oltre. Ho immaginato di viaggiare tra le vigne e i noccioli delle Langhe, su strade bianche ad andatura allegra, senza esagerare, per gustarmi un paesaggio unico. Mancava il sonoro peró, o meglio, il sonoro c'era ma era fatto di pietrisco che saltella e fogliame che si sposta, un pó come andare in bicicletta sempre in discesa. Ho pensato cosí di realizzare un bozzetto per vedere come potrebbe apparire uno scrambler elettrico, nulla di rivoluzionario sul fronte estetico, semplice come uno scrambler deve essere.
Mi sono spesso domandato che senso abbia proporre moto da cross elettriche, che scimimottano le piú cattive della classe nell'estetica, ma che purtroppo non vanno oltre le prestazioni di un 50 un pó elaborato. Tra qualche tempo forse motori e batterie non faranno piú rimpiangere fasce e pistoni, ma con la tecnologia di oggi credo sarebbe piú opportuno equilibrare destinazione d'uso, prestazioni ed estetica in un oggetto in grado di mantenere le promesse.
Luca Bar
Via motorbox.com
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Le chiamavano ROADSTER
A cavallo tra anni '80 e '90 la situazione motociclistica non era poi cosí lontana da quella attuale. Gli anni '80 hanno segnato l'arrivo delle supersportive, "race replica" vere e proprie. Il traffico sulle strade era in aumento ed il fenomeno della pesonalizzazione in piena fioritura.
In quegli anni i designer si sono dati un gran da fare ad immaginare motociclette "nude" che strizzassero l'occhio al custom ma con una certa guidabilitá. Le chiamavano "Roadster" come gli spiderini a trazione posteriore. Rappresentavano la contaminazione tra sportivitá anni '80 e le linee anni '70 rimpiante da molti.
Qui di seguito alcuni esempi, si tratta di moto semplici ma non scontate che ancora oggi si comporterebbero molto bene come compagne da passeggio.

In quegli anni i designer si sono dati un gran da fare ad immaginare motociclette "nude" che strizzassero l'occhio al custom ma con una certa guidabilitá. Le chiamavano "Roadster" come gli spiderini a trazione posteriore. Rappresentavano la contaminazione tra sportivitá anni '80 e le linee anni '70 rimpiante da molti.
Qui di seguito alcuni esempi, si tratta di moto semplici ma non scontate che ancora oggi si comporterebbero molto bene come compagne da passeggio.

17 marzo 2011
V-Rod alla 24ORE di Le Mans
Non é una notizia freschissima, anzi...stiamo parlando del 2006 quando una moto costruita con motore Harley Davidson Millennium (quella della V-Rod) e telaio artigianale della olandese Bakker ha parteciparo alla 24H di Le Mans.
Ovviamente non ha vinto, ma la moto ha finito la gara (che non é affatto scontato) ed é arrivata 30a su 44 a finire. Non male per un motore pensato per "bruciare semafori" ed untelaio artigianale.
Qui di seguito alcune gustosissime immagini.
14 marzo 2011
Ha ancora senso parlare di cilindrate?
Con l’evoluzione che le moto hanno avuto nel corso degli ultimi 50 anni forse peró è venuto il momento di sganciarsi da questo parametro “semplicistico” per iniziare a valutare un mezzo a motore secondo parametri piú globali.
Come tutti sanno le vendite dei mezzi a motore, auto o moto che siano, sono ormai regolate dalle normative anti inquinamento, queste hanno introdotto dei limiti di emissioni che sono andati via via aumentando. Come spesso succede peró il parametro “matematico”, necessariamente facile da misurare è abbastanza relativo; sembra un paradosso dire che una misura matematica sia relativa ma di fatto è cosí. Basta infatti che un determinato motore ad un determinato numero di giri emetta meno di tot. Mg di elementi nocivi per rientrare in una determinata categoria piú o meno virtuosa. La mia domanda da profano è la seguente: come è possibile che un motore 3500cc diesel da 200 CV montato su una camionetta camuffata da berlina (leggasi SUV) possa finire in una categoria virtuosa come la Euro5 mentre una vespa 4T 125 di qualche anno fa, da 15cv per 100kg sia ormai alla berlina perché Euro1? Il punto è: se per spostare il mezzo A di 100km ho bisogno di 20 litri com’è possibile che inquini meno di un mezzo che ne richiede meno di 4? Stiamo parlando di 5 volte tanto! Non vorrei dilungarmi sulle normative e sul rapporto tra auto e moto, per adesso è ancora troppo legato al volano politico/sociale, che questo settore produttivo rappresenta nei paesi “sviluppati”.
Volevo ribaltare questo concetto sul discorso moto/cilindrate.
In quest’ottica di “relatività” non sarebbe forse piú intelligente cercare di valutare l’efficienza del mezzo nel suo insieme piuttosto che dal volume del suo motore? E’ un pó come se valutassimo un’azienda per il suo giro d’affari e non per il suo utile…ok, scherzavo il paragone non regge.
Parentesi a parte credo che questi tre siano i parametri importanti andrebbero miscelati nell’equazione:
Con “potenza utile” intendo dire che valutare un mezzo in base alla sua potenza massima (tra l’altro misurata all’albero), non abbia senso perché di fatto nell’utilizzo normale questo valore sará espresso per un periodo decisamente breve, quasi trascurabile. Sarebbe quindi utile definire una media ponderata tra il valore di potenza espresso dal motore per esempio durante un cambio marcia. Ipotizziamo di passare da 2a a 3a a N giri/min ed accelerare fino a N+X giri/min prima di mettere la quarta. La potenza media andrebbe calcolata in questa finestra, che di fatto rappresenta il range “utile” ovvero dove il motore passa la maggior parte del suo tempo. Spesso e volentieri il range in cui “a sentimento” ci gustiamo meglio un motore corrisponde all’apice della curva di coppia. Non a a caso si dice che le moto si vendano per la potenza ma si guidino con la coppia.
Il consumo è un parametro che sulle motociclette spesso viene trascurato, di fatto il rapporto consumo/prestazioni di una moto, paragonato a quello di un’auto, è talmente favorevole da farci sentire tutti abbastanza ricchi da non pensarci. Questo elemento peró è quello che ci libererebbe dal vincolo delle cilindrate e dalla diatriba tra 2 tempi e 4 tempi. A parità di “potenza utile” il pubblico andrebbe a scegliere il mezzo meno vorace, innescando cosí un circolo virtuoso, e in ogni caso la cilindrata non sarebbe piú un vincolo progettuale ma un parametro che i progettisti possono gestire.
Il parametro emissioni ne ho giá scritto, esiste, va rispettato e sará sempre piú importate.
Certo in un’ottica di competizione questo ragionamento sarebbe difficile da applicare, ma basterebbe sostituire il limite di cilindrata con un limite di carburante. La ricaduta di una concezione di questo tipo porterebbe probabilmente una flessione delle vendite tra le supersportive, cosa che sta accadendo in ogni caso, ma alla lunga probabilmente potrebbe salvare l'industria motociclistica.
Purtroppo la situazione fará fatica a cambiare, d’altra parte viviamo in un mondo dove ancora si bada a “chi ce l’ha piú grosso” e non a chi è piú contento…
Come tutti sanno le vendite dei mezzi a motore, auto o moto che siano, sono ormai regolate dalle normative anti inquinamento, queste hanno introdotto dei limiti di emissioni che sono andati via via aumentando. Come spesso succede peró il parametro “matematico”, necessariamente facile da misurare è abbastanza relativo; sembra un paradosso dire che una misura matematica sia relativa ma di fatto è cosí. Basta infatti che un determinato motore ad un determinato numero di giri emetta meno di tot. Mg di elementi nocivi per rientrare in una determinata categoria piú o meno virtuosa. La mia domanda da profano è la seguente: come è possibile che un motore 3500cc diesel da 200 CV montato su una camionetta camuffata da berlina (leggasi SUV) possa finire in una categoria virtuosa come la Euro5 mentre una vespa 4T 125 di qualche anno fa, da 15cv per 100kg sia ormai alla berlina perché Euro1? Il punto è: se per spostare il mezzo A di 100km ho bisogno di 20 litri com’è possibile che inquini meno di un mezzo che ne richiede meno di 4? Stiamo parlando di 5 volte tanto! Non vorrei dilungarmi sulle normative e sul rapporto tra auto e moto, per adesso è ancora troppo legato al volano politico/sociale, che questo settore produttivo rappresenta nei paesi “sviluppati”.
Volevo ribaltare questo concetto sul discorso moto/cilindrate.
In quest’ottica di “relatività” non sarebbe forse piú intelligente cercare di valutare l’efficienza del mezzo nel suo insieme piuttosto che dal volume del suo motore? E’ un pó come se valutassimo un’azienda per il suo giro d’affari e non per il suo utile…ok, scherzavo il paragone non regge.
Parentesi a parte credo che questi tre siano i parametri importanti andrebbero miscelati nell’equazione:
Potenza utile - Consumo - Emissioni
Con “potenza utile” intendo dire che valutare un mezzo in base alla sua potenza massima (tra l’altro misurata all’albero), non abbia senso perché di fatto nell’utilizzo normale questo valore sará espresso per un periodo decisamente breve, quasi trascurabile. Sarebbe quindi utile definire una media ponderata tra il valore di potenza espresso dal motore per esempio durante un cambio marcia. Ipotizziamo di passare da 2a a 3a a N giri/min ed accelerare fino a N+X giri/min prima di mettere la quarta. La potenza media andrebbe calcolata in questa finestra, che di fatto rappresenta il range “utile” ovvero dove il motore passa la maggior parte del suo tempo. Spesso e volentieri il range in cui “a sentimento” ci gustiamo meglio un motore corrisponde all’apice della curva di coppia. Non a a caso si dice che le moto si vendano per la potenza ma si guidino con la coppia.
Il consumo è un parametro che sulle motociclette spesso viene trascurato, di fatto il rapporto consumo/prestazioni di una moto, paragonato a quello di un’auto, è talmente favorevole da farci sentire tutti abbastanza ricchi da non pensarci. Questo elemento peró è quello che ci libererebbe dal vincolo delle cilindrate e dalla diatriba tra 2 tempi e 4 tempi. A parità di “potenza utile” il pubblico andrebbe a scegliere il mezzo meno vorace, innescando cosí un circolo virtuoso, e in ogni caso la cilindrata non sarebbe piú un vincolo progettuale ma un parametro che i progettisti possono gestire.
Il parametro emissioni ne ho giá scritto, esiste, va rispettato e sará sempre piú importate.
Certo in un’ottica di competizione questo ragionamento sarebbe difficile da applicare, ma basterebbe sostituire il limite di cilindrata con un limite di carburante. La ricaduta di una concezione di questo tipo porterebbe probabilmente una flessione delle vendite tra le supersportive, cosa che sta accadendo in ogni caso, ma alla lunga probabilmente potrebbe salvare l'industria motociclistica.
Purtroppo la situazione fará fatica a cambiare, d’altra parte viviamo in un mondo dove ancora si bada a “chi ce l’ha piú grosso” e non a chi è piú contento…
9 marzo 2011
HD XR 1200 Quicksilver - Café Racer
Curiosando in rete mi sono imbattuto su questa creazione giapponese. Si tratta di un'americanissima XR1200 "stradalizzata" senza badare al risparmio dalla Sundance Enterprises Inc di Tokyo.
Componentistica di prima classe e parti custom di primissima qualitá.
Un pizzico di stile anni '80 e un insieme da lustrarsi gli occhi.
Links:
http://www.chopper.jp/webrule07_2010.html
http://www.sundance.co.jp/
Componentistica di prima classe e parti custom di primissima qualitá.
Un pizzico di stile anni '80 e un insieme da lustrarsi gli occhi.
Links:
http://www.chopper.jp/webrule07_2010.html
http://www.sundance.co.jp/
7 marzo 2011
Indies Nouvelle Vague 550h
Di recente hanno pubblicato un paio di miei lavori su una rivista giapponese, con l'occasione mi é stata gentilmente recapitata a casa una copia. La rivista in questione si chiama "Riders Club", al suo interno oltre a non aver praticamente trovato moto giapponesi, ho scovato questo piccolo capolavoro della tecnica. Si tratta di una Aprilia 550 motard che é stata profondamente rivista e dedicata all'utilizzo in pista. Purtroppo non parlo il giapponese e sul sito della "Indies MC" non si sono dilungato in descrizioni. Allego un pó di foto del giocattolino.
www.indies-mc.com
www.indies-mc.com
3 marzo 2011
Aprilia Tuareg 1200
Pare proprio che Aprilia stia affinando quella che potrebbe essere la Tuareg 1200, su base dorsoduro, per andare ad impensierire il giá affollato segmento della regina GS1200 accompagnata dalle principesse Multistrada, Super Teneré e Stelvio.
Il mensile Motociclismo ha pubblicato sull'ultimo numero una foto "rubata" del muletto che sta girando in zona Noale per i collaudi.
Le speculazioni ed i Photoshop si sprecano. Io tempo fa avevo realizzato un rendering per infomotori.com era il Luglio del 2009!!
A quanto pare le mie previsioni si basavano su una strategia diversa da quella che si é delineata negli ultimi mesi.
Immaginavo una endurona vera, dotata di cerchi 19-17, ruote a raggi e gomme tassellate, a garantire il controllo del mezzo su ogni terreno. La moto che vedo in fotografia mi sembra piú una "Dorsoduro Touring" che l'erede della Tuareg degli anni '80.
Qui di seguito la foto del muletto e la mia interpretazione del 2009.
Link: Motociclismo Infomotori
Il mensile Motociclismo ha pubblicato sull'ultimo numero una foto "rubata" del muletto che sta girando in zona Noale per i collaudi.
Le speculazioni ed i Photoshop si sprecano. Io tempo fa avevo realizzato un rendering per infomotori.com era il Luglio del 2009!!
A quanto pare le mie previsioni si basavano su una strategia diversa da quella che si é delineata negli ultimi mesi.
Immaginavo una endurona vera, dotata di cerchi 19-17, ruote a raggi e gomme tassellate, a garantire il controllo del mezzo su ogni terreno. La moto che vedo in fotografia mi sembra piú una "Dorsoduro Touring" che l'erede della Tuareg degli anni '80.
Qui di seguito la foto del muletto e la mia interpretazione del 2009.
Link: Motociclismo Infomotori
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