4 aprile 2013

Bicicletta Peugeot Single speed


 Tutto è iniziato quando sul retro del negozio di un mio amico ho visto tre vecchie biciclette lasciate li ad arrugginire. Ovviamente alla pioggia ed alla neve da qualche annetto. Delle 3 biciclette una era una MTB anni 2000 con telaio in "ghisa" e componentistica da supermercato, una era la bici della moglie del mio amico, telaio da donna, portapacchi e para catena chiuso, ed infine una mountain bike anni '80 con gli adesivi della Peugeot.  Ammetto la mia ignoranza ma non avevo idea che la Peugeot costruisse biciclette, pensavo fossero adesivi posticci.


 Ho poi scoperto in seguito che si trattava di una "Crazy Horse" del 1985, una "rampichino" come le chiamavano allora, con telaio giuntato in acciaio al carbonio (Carbolite) e componentistica in alluminio.
 Vista così ho apprezzato le giunture del telaio ed ho chiesto se avessero avuto piacere che gli sgomberassi il retrobottega, ovviamente non c'è stato bisogno di chiedere oltre ed ho portato via il rottame.


 Giunto a casa ho provato a montare le ruote da 28' della mia bicicletta per vedere se entravano nel telaio e valutare se valesse la pena spenderci del tempo e qualche spiccio; ma come spesso succede una volta dato il La, si inizia a suonare: eccomi allora a smontare completamente la bicicletta ed a decidere di farne una "special" stradale di gusto un pò vintage.

 Fortuna vuole che mio fratello avesse in garage due ruote da corsa, sostituite con altre più leggere, e che tra le cianfrusaglie del garage ci fosse una vecchia sella in pelle scamosciata che sembrava fatta apposta per il mio progetto. Con l'aiuto del flessibile ho tolto tutti gli orribili passa cavi ed i perni per i freni, nel frattempo ho deciso di installare un mozzo con freno a contropedale (si lo scatto fisso è più di moda, ma ne ho già una con cui tentare di farmi male) ed ho quindi dovuto raggiare le ruota posteriore unendo il cerchio del fratellone al nuovo mozzo.
 Essendo alla mia prima esperienza ho "imbastito" io ed ho portato a tirare i raggi al buon Pietro Grimaldi, che nel quartiere è un riferimento per esperienza e precisione in questo tipo di lavori.
 Inutile negare che l'idea di avere un freno a tamburo sulla bici mi riporta dritto dritto ai miei 5 anni ed alle prime tele magicamente emerse a suon di sgommate!

 Una volta pulito il tutto si è trattato di carteggiare, stuccare e riverniciare, con somma gioia di mia moglie, telaio e forcella. Non contento però ho deciso di non limitarmi ad applicare due adesivi ma ho ripreso le vecchie grafiche della Peugeot e con dei prespaziati ho utilizzato i negativi per farne delle maschere di verniciatura. Spellicolare il leoncino del cannotto di sterzo è stato a dir poco un lavoro certosino.


  Il vicino negozio "ciclista" vecchia maniera (Cicli Riba) è stato la mia fonte di componenti d'occasione o d'annata per mettere insieme il mezzo. Sono arrivati così una forcella "Moser" che stava appesa in un angolo, opportunamente carteggiata e riverniciata, una guarnitura da 46 denti con corona cromata e pedali in alluminio, un freno "Mobius Corsa", una leva corta da MTB, adattata con la fascetta di una da corsa per poterla montare sulla parte piana della curva; il tutto ovviamente già ampiamente rodato. Oltre al già citato mozzo con contropedale e pignone da 20 denti, gli altri componenti nuovi sono manubrio e pipa ITT, rimasti in magazzino per almeno vent'anni, nastro forellato, catena e pedali Decathlon.

 Ovviamente non è andato tutto liscio, dietro ad un facile smonta e rimonta, c'è invece un sacco di lavoro; i diametri della Peugeot erano già particolari allora, figuriamoci dopo 27 anni. Tant'è che il reggi sella da 24mm è il suo originale in quanto in Italia sono sempre partiti da 25. Per montare un manubrio corsa il cambio forcella è stato obbligato per via del diametro interno necessario al montaggio della pipa, ovviamente questo ha comportato un gran lavoro di adattamento dei cuscinetti ed un pò di fortuna per trovare le "gabbiette" giuste. (Si ringrazia nuovamente Pietro)

 Adesso la bici è montata e funzionante, mancano ancora le gabbie sui pedali con i cinghietti in pelle e poi si potrà dire finita. Il rapportone 46/20 su cerchi da 28' ne fa una bicicletta da pianura e poco adatta alla città ma una volta partiti fila che è un piacere. Il peso complessivo si è fermato ad 11,2 kg, che per avere un freno a tamburo ed il telaio in acciaio da MTB non è affatto male.

 
 
 
 


1 commento:

  1. wow che bella bici ma quanto hai speso io ne ho una in garage e vorrei fare lo stesso

    RispondiElimina