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17 settembre 2014

Tacita T-Race Motard

Tacita approda a Dubai con la T-Race M, la supermotard elettrica made in Italy. Sarà presentata in antemprima mondiale al BBT2014 a Dubai dal 3 al 5 Ottobre


 Per presentare T-Race M, la sua prima motocicletta dedicata al supermotard, Tacita ha scelto un palcoscenico d’eccezione: il BBT2014, che si svolgerà a Dubai dal 3 al 5 ottobre. Playground delle eccellenze in termini di ricerca tecnologica e lifestyle, il Big Boys Toys vedrà il lancio in anteprima mondiale di questa supermotard elettrica. Nata in edizione limitata, la T-Race M rappresenta l’ingresso di Tacita nel segmento del lusso con un oggetto creato per mostrare lo stato dell’arte della motocicletta elettrica italiana, realizzata utilizzando esclusivamente l’eccellenza della componentistica made in Italy.

24 agosto 2014

Transitron Mk II - Moto elettrica del 1978




Tradotto da Google:  Industrial designer Brooks Stevens può essere meglio conosciuto per i suoi disegni automobilistici, ma la sua penna anche abbozzato idee per biciclette, tricicli e motocicli. Esattamente quanto il coinvolgimento Stevens ha avuto con la moto elettrica 1.978 Transitron Mk II rimane poco chiaro, ma il prototipo ha fatto trascorrere il tempo nella sua collezione prima della morte dello stilista nel 1995. Tardi questa settimana, il prototipo Transitron Mk II attraverserà il blocco a Amelia Island, dando offerenti la possibilità di acquisire un po 'unica sia di moto e storia del veicolo elettrico.

10 febbraio 2014

Cafè Racer Ibrida (200cc + 30Kw)

Prima versione con doppio motore nella culla del telaio
John Gustafson un bel giorno da appassionato motociclista ha deciso che voleva una moto ibrida. Nel 2002 ha visto in TV una eCicle ed ha deciso che avrebbe intrapreso quella strada. Nel 2006 ha iniziato i lavori partendo da un CB750K del 1978 che ha opportunamente smontato e rivisto per ospitare nella culla un piccolo monocilindrico da 200cc ed un motore elettrico da 1200Watt. Dopo i primi test evidentemente non così soddisfacenti, e due motori nella culla non essendo in ingegnere elettronico il buon John ha optato per un cambio radicale. Nel 2010 ha comprato un motore/mozzo della Enertrac (http://www.enertrac.net/) e lo ha piazzato sulla ruota posteriore al posto del vecchio freno a tamburo. Con l'operazione ha ottenuto più potenza, una centralina programmabile e per non guastare anche un freno a disco posteriore. La moto può viaggiare sia in modalità full electric, sia a motore, sia in modalità combinata (la più interessante a mio avviso) permettendo al buon John di consumare come una 200 ed avere le prestazioni di un 500 con tutti i vantaggi della doppia alimentazione in termini di autonomia e/o restrizioni del traffico.

25 febbraio 2013

Lit Motors C-1 : La "moto" che non può cadere!

Quando chiedi a una persona che non va in moto il perché non si a attratto la prima risposta che ottieni riguarda il pericolo intrinseco in questa tipologia di mezzi. "Dalla moto di può cadere!"
A quanto pare questo diventerà in un futuro più o meno remoto, un luogo comune; alla Lit Motors infatti hanno sviluppato un meccanismo di giroscopi che impedisce questa eventualità.

 Purtroppo anziché una motocicletta hanno realizzato una sorta "di ultraleggero con le ruote", a questo punto non capisco la necessità di avere solo due ruote se tanto c'è anche una carrozzeria con le portiere il parabrezza e tutto il resto...in ogni caso se la tecnologia funziona il travaso su una vera moto non dovrebbe essere così difficile.

Per gli approfondimenti tecnici riporto qui sotto l'articolo di motoblog.it




via: motoblog.it
 "La moto C-1 realizzata da Lit Motorsport potrebbe stravolgere il mondo delle due ruote e dei trasporti in generale. Il veicolo è completamente elettrico, dotato di trazione integrale e unisce l’ingombro di uno scooter alla sicurezza di una cabina di guida.
 Ma la vera novità del progetto C-1 sta nel meccanismo di auto-bilanciamento, la moto è infatti dotata di un meccanismo che dovrebbe garantire il corretto posizionamento della cabina anche durante slalom, urti laterali e incidenti. Tutto questo grazie ad una serie di dischi in grado 1762.56 Nm di coppia stabilizzante. Naturalmente se questi dischi fossero sempre attivi sarebbe impossibile curvare con il C-1, probabilmente la centralina della moto sarà in grado di modificare i parametri della sterzata in base ai movimenti del manubrio.
 La Lit Motors ha dichiarato che il primo prototipo sarà testato tra circa sei mesi, il prezzo dovrebbe essere di circa $ 16.000. Per quanto riguarda le performance si parla di uno 0-100 Km/h in circa 6.8 secondi e un’autonomia di circa 240 Km".


29 gennaio 2013

Italjet e-bike

Non è una motocicletta, e nemmeno una bicicletta vera e proria. Ha le finiture e le accortezze di una custom ma è "di serie". La DiablOne è una bicicletta a pedalata assistita carica di fascino fintage e dettagli curati. La scheda tecnica è "work in progress", ma su un mezzo del genere è relativa. Bella bella!







16 gennaio 2013

K100 Elettrico

 Parlando di moto elettriche con degli amici sono saltati fuori i soliti problemi intrinsechi in questo tipo di motociclette. La tecnologia attuale permette di avere motori di diverse potenze e calibrarli per ottenere più coppia motrice o più velocità, in modo molto simile ai parenti endotermici. Purtroppo il problema rimane: le batterie! Oltre a richiedere tempi di ricarica notevoli, per garantire un'autonomia paragonabile alle motociclette tradizionali richiedono volumi e pesi considerevoli.

 Fantasticando su una ipotetica "conversione" di una moto termica in elettrica il primo quesito è ovviamente la scelta della "donatrice", ovvero della moto che vedrà espiantato il motore e le relative infrastrutture (aspirazione, scarico, avviamento cetraline etc etc..) per poter poi accogliere l'elettrico, le batterie etc etc..

 La mia proposta sarebbe quella di partire da un anziano K100 per almeno 3 buoni motovi:
1- E' una moto di qualità che si trova a prezzi ridicoli
2- Il FLAT 4 BMW è un motore pesante e squadrato, permetterà quindi, una volta tolto, di caricare molte batterie senza sbilanciare troppo la moto e senza modificarne troppo l'estetica.
3- Ha la trasmissione a cardano ed il cambio separato, volendo si potrebbe "recuperare" il cambio per ottenere una guida più simile alle moto tradizionali e risparmiare un pò di batteria utilizzando rapporti più consoni.

Si potrebbero ottenere delle prestazioni accettabili per l'uso quotidiano, una guida da moto vera e tanto stile in più, quel vintage-eco-chic che paice tanto in questo momento.

Che ne pensate?
Qui di seguito un velocissimo bozzetto...

Aggiornamento:
ESISTE!!! Qualcuno in Olanda ci sta già lavorando!! ...e pensare che un pò di ricerca sull'argomento l'avevo fatta! www.diyelectriccar.com/forums/



20 aprile 2012

E-Carver


 L'E-Carver è un concept che ho disegnato un paio d'anni fa e che ancora oggi suscita discussioni e pareri discordanti, per questo motivo ho deciso di scrivere come è nato questo concept e cosa ha fatto si che si "concretizzasse" in questo modo.
 Il primo input per la definizione della e-Carver è stato ovviamente il fatto che fosse mossa da un motore elettrico, in seconda battuta essendo stata pensata per essere prodotta nei prossimi 5-10 anni ho ipotizzato un'evoluzione della tecnologia motore/batterie di tipo esponenziale. Da qui le batterie al Magnesio (sono in atto degli studio su questo elemento al posto del Litio) ed il motore ultraleggero che permetterebbe quindi il montaggio sul mozzo senza interferire troppo sul peso delle ruote. Basti pensare a quanto pesava un cerchio di una moto 10 anni fa rispetto ad uno di oggi...
 Partendo da queste premesse ho voluto estremizzare la sensazione di velocità anzichè la misurazione di questa, per questo motivo la moto non presenta cupolini o carenature e la posizione di guida è bassa da terra ed il più orizzontale possibile. Se a queste due condizioni si aggiunge la quasi assenza di rumore la sensazione di "andar forte" è pressochè garantita.
 Dal punto di vista della ciclistica ho voluto estremizzare le dimensioni delle ruote, la posteriore è molto grande, sia per trovare posto al motore montato direttamente sul mozzo, sia per poter scaricare a terra la grande quantità di coppia a 0 giri/minuto che il motore elettrico permette di avere. All'anteriore invece una forcella molto in piedi abbinata ad un cerchio di piccole dimensioni contribuisce ad "innervosire" la moto andando ad aumentare le sensazioni che questa può trasmettere.
 Chiaramente tutto il progetto è stato sviluppato con lo scopo di percorrere strade nuove ed azzardate, con tutti i rischi che questo comporta, compresa l'inguidabilità della moto stessa.


14 febbraio 2012

Daytona 955 Full Electric dalla Nuova Zelanda


Non solo "All Black" quindi in Nuova Zelanda, terra agli antipodi rispetto a noi, e curiosamente somigliante ad uno stivale pure lei...
 Iain Jerrett, il proprietario e realizzatore non è certo uno sbarbatello di primo pelo, elettronico e proprietario della Astara, una società di management e consulenza attiva nei settori: elettronica, dei servizi e delle telecomunicazioni, ha impiegato circa un anno per convertire la su Daytona in una EV.
 Jerrett dichiara che la moto è ora più leggera di prima, grazie alla rimozione degli impianti necessari al funzionamento del motore tradizionale, ma tuttavia gli attuali 37Kw(50hp) e 130Nm di coppia non sono paragonabili ad i 78Kw(105hp) per 100Nm del motore originale. E' interessante notare che la coppia sia paragonabile, quindi la sensazione di spinta notevole, tuttavia la velocità massima si ferma a 160 Km/h contro gli oltre 250 della versione a motore.
 Poco importa per Jerrett che dice: ""E 'una bomba da guidare. E' completamente differente, c'è un po 'di lamento e questo è tutto quello che senti, così quando si fanno i 120 ... tutto quello che senti è il rumore del vento. Non c'è altro suono e ci si sente come se si stesse andando molto più veloce. "
 A me quella versione della Daytona è sempre piaciuta, a livello stilistico sono riusciti a mantenere inalterata la linea ed a quanto pare da guidare è rimasta divertente.
 
www.astara.co.nz
 




13 febbraio 2012

Juice Cafe - electric Classic



La "Juiced Drag Racing" a dispetto del nome antisonante è una squadra corse che si cimenta nei fine settimana nelle gare di accelerazione nella categoria elettriche. Marito e moglie vivono in California ed hanno all'attivo più di una conversione, l'ultima però è quella che concettualmente mi piace di più.
 La base di partenza è una paciosa CB750 del '78 che hanno recuperato già priva di parecchie parti che è stata prima convertita in elettrica e poi agghindata ad Endurance Racer anni '70.
 Le prestazioni attuali di una moto elettrica non sono ancora paragonabili a quelle di una endotermica moderna, ma sono paragonabili a quelle di una moto d'epoca, per questo motivo l'accoppiata mi piace e l'antitesi che crea quest'oggetto mi ha colpito. Mi piacerebbe mettermi allungarmi sul serbatoio dietro il cupolone per vedere il tachimetro raggiungere in quasi silenzio la velocità di punta...poco importa se questa non supera il "TON", sono sempre più convito che siano le emozioni a fare la differenza.
 Chiaramente negli Ststi Uniti dopo un accurato collaudo del corrispettivo locale del PRA è stata legalmente omologata senza ipotecare i reni dei proprietari...ma questa è un'altra storia.

http://juiceddragracing.com/cafe8.html


11 novembre 2011

Honda RC-E


 Il Motor Show di Tokyo è il mese prossimo, e Honda ha qualcosa di speciale per gli appassionati di due ruote.

 Sulla scia della KTM, il primo grande OEM che ha debuttato con una moto da cross elettrica, Honda ha una propria concept bike elettrica: la Honda RC-E.  L'azienda di stampa giapponese è abbastanza concisa sui dettagli della RC-E, semplicemente affermando che la moto è "una versione EV di una moto supersportiva che persegue il piacere di guida come obiettivo. Potente e dotata di una guidabilità unica e fluida ottenuta con un corpo macchina paragonabile compatto come una 250GP".

La moto sembra abbastanza ben rifinita, suggerendo che lo sviluppo per la produzione di un mezzo del genere non sia troppo iniziale, la Honda dovrebbe dare semaforo verde al progetto. Allestita con sospensioni Ohlins, freni Brembo, ed un motore che sembra abbastanza grande per equipaggiare una vettura ibrida, risulta molto interessante.

E 'difficile dire quanto sia seria l'intenzione dell'azienda di produrre una moto elettrica, però è interessante che la moto si chiami RC di denominazione,  abbia il porta targa ed una evidente inclinazione corsaiola con i suoi componenti

 
Che l'HRC arrivi a correre presto nei campionati elettrici?



Via: Asphalt & Rubber

24 maggio 2011

Norton Electra TTGPX - Electric Featherbead

Libera traduzione da Wired.com di Chuck Squatriglia

 

Sonoma County, California – l’ingresso del Team Electra al TTXGP assomiglia a qualcosa dal 1960. Questo perché lo è!

Il Team Electra è tra le 12 squadre qui a Infineon Raceway per per la prima tornata del TTXGP North American Electric  (il campionato americano riservato alle motociclette elettriche) ed è l'unico che arriva della vecchia scuola. 

Il cuore della café racer orgoglio della squadra è un telaio Norton 1966 “Featherbed” avvolto in una copia della carena della John Player Special Bike grand prix Norton del 1972. Si tratta di una delle moto più particolari sulla griglia di partenza dell’Infineon Raceway, e si trova in netto contrasto con le superbike convertite elettriche ed i mezzi appositamente costruiti come l’impressionante Zero Motorcycles  o la brammo Empilse Racing.

Brian Richardson, che ha costruito e possiede la moto, sostiene che l'approccio retrò abbia perfettamente senso, perché, tutte le altre moto high-tech elettriche non sviluppano molta più potenza rispetto alle café racer della sua giovinezza.

"Chiunque può utilizzare un telaio Yamaha R6, e si potrebbe pensare che sarebbe la strada da percorrere", ha detto Richardson. "Ma se hai solo 50 cavalli. Perché non cominciare con un mezzo da corsa che aveva solo 50 cavalli?"

Il telaio d'epoca è stato aggiornato con una forcella rielaborata prelevata da un Kawasaki Ninja 250R del 2005. Gli ammortizzatori posteriori sono della Works Performance accoppiate ad un forcellone su misura. Le ruote ed i freni derivano da una Honda RS125 da corsa, le ruote da 17 pollici sono gommate Dunlop slick.

La propulsione viene da un motore AC a induzione High Performance da golf carts. Esprime 37 chilowatt (50 cavalli) e un picco impressionante 162 Nm dicoppia. L’energia viene da una batteria ai polimeri di litio da 11,5 kilowatt-ora, che è enorme per una moto.

"Penso che basti per 100 miglia", ha detto Richardson della batteria. "Ma se farò 25 miglia (la lunghezza della corsa), senza restare a piedi resta da vedere” ha aggiunto.

Richardson e il suo equipaggio ha iniziato a lavorare sulla moto a gennaio ed ha impacchettato il tutto proprio la settimana scorsa, quando guidando fino a Bluegrass, Virginia, ha raggiunto la pista a nord di San Francisco.

"L’abbiamo messa in strada per la prima volta Sabato scorso (8 maggio)," ha detto Ryland Richards. "L'abbiamo caricata nel furgone e Domenica scaricata qui. Il nostro primo test è stato avanti e indietro per la lunghezza del parcheggio".

Nonostante lo scuotimento dell'ultimo minuto il pilota Thad Wolff  ha avuto un risultato rispettabile nella prima sessione di qualifiche di oggi. Ha percorso il tracciato di  2,28 miglia in 2, 92’ a una velocità media di 113 Km\h. Questo è stato abbastanza per ottenere la terza posizione in griglia. (Per capirsi, la Superbike AMA piú veloce qui durante la West Coast Moto Jam stanno facendo 1:35’ e girano a una media di circa 140 km\h). Wolff pensa che la moto possa dare di piú se si riesce a mantenere freddo il Controller del motore Curtis.
"La sfida sará mantenere alta la potenza e bassa la temperatura," ha detto.
Eppure, il team è soddisfatto della moto finora, anche se è più vecchia della maggior parte dei piloti Wolf – che ha 52 anni - è di nuovo in competizione.
"Siamo ragazzi vintage contro le nuove leve delle sportbike", ha detto Wolff.
La gara si è poi conclisa con la vittoria delle Brammo, ma la Norton Elevtra #37 ha lasciato il segno!


Pictures from:
http://www.asphaltandrubber.com/ 
http://www.wired.com/


9 maggio 2011

Brammo Engage - L'elettrico con le marce!


Non é chiaro se l'utilizzo del cambio accoppiato ad un motore elettrico porti a qualche beneficio sostanziale. I puristi dell'elettrico sostengono che quel poco che si guadagna lo si perde con il peso del cambio stesso. Alla Brammo invece penso che abbiano dato piú importanza al divertimento: da che mondo e mondo, cambiare le marce su una moto fa parte del divertimento! Qui sopra il video propozionale, di seguito alcune foto prese dal loro sito. Chiaramente il primo modello a montare questo "accessorio" (tra l'altro di origine italiana) é una supermotard perfetta per impennare e sgommare.


www.brammo.com


20 aprile 2011

Volta EV.1



  New entry nel panorama delle moto elettriche...pare proprio che dovremo abituarci a questo tipo di motorizzazione!
Questo nuovo progetto nasce in Spagna e vede la collaborazione dei ragazzi dello IED di Barcellona e dello studio "Anima" che ne ha curato lo sviluppo. Dal punto di vista del design la moto sembra curata, purtroppo non é stata pubblicata nessuna immagine della vista frontale. (Probabilmente in attesa di essere definita).
 Personalmente non amo queste forme "futuristiche" perché temo invecchieranno in fretta ma in ogni caso é un esempio di moto "vera" motorizzata elettrica.





 Tratto da motociclismo.it:

Barcellona (SPAGNA) – È nata la Volta Motorbikes, un’azienda attiva nel segmento delle moto elettriche. L’ha fondata l’ingegner Marc Barceló che ha presentato la EV.1 il suo primo prototipo di due ruote motorizzata alimentata a batterie, lo scorso 13 aprile, in occasione della conferenza Forum EV Battery, che si è tenuta a Barcellona. Volta Motorbikes punta sulla mobilità urbana ecosostenibile. Per questo si è posta l’obiettivo di sviluppare moto sportive e innovative, destinate all’utilizzo in città. L’azienda punta anche sul design innovativo, che in effetti è molto differente da quelli visti sino ad oggi e ad una prima occhiata è molto piacevole. Sicuramente è d’impatto: sono originali le linee dei fianchetti e la carenatura inferiore che prosegue integrandosi nel forcellone. L’unico appunto che viene naturale fare è sul peso: siccome non è dichiarato, a giudicare dalle linee massicce potrebbe essere elevato. La carenatura comprende un vano portacasco.

La batteria si ricarica in due ore, con una comune presa domestica da 220 volt. Il costo dichiarato da costruttore, per un ciclo di carica è di 40 centesimi di euro. In Spagna esistono già delle colonnine pubbliche per la ricarica dei veicoli elettrici. In Italia, l’Enel ci sta lavorando attraverso diversi progetti. Lo diciamo per completezza, anche se per il momento non vi è il benché minimo accenno alla volontà della Volta Motorbikes di esportare la EV.1 nel nostro Paese.

Il motore sarà prodotto in due versioni: una con potenza limitata a 11,04 kW (15 CV) destinato ai neopatentati, l’altra con potenza massima dichiarata di 27,97 kW (38 CV). La trasmissione è a catena. Il monoammortizzatore è ad attacco centrale.
 
http://www.volta-motorbikes.com/


Sarà presentata ufficialmente alla fine di quest’anno, quando inizierà la produzione. Lo stile è stato curato dall’Istituto Europeo di Design di Barcellona (http://www.iedbarcelona.es/) e lo sviluppo tecnico del progetto da Ànima (http://www.anima.es/), una società di Barcellona.

24 marzo 2011

Jeff Patterson's Electric Cruiser


 Il Signor Jeff Patterson, dopo aver visto "Who Killed the Electric Car" (film documentario sull'argomento) ha pensato bene di farsi in casa la sua cruiser elettrica. Ha affrontato la faccenda all'americana, senza mezze misure e facendo le cose "grosse".

  Ha utilizzato un telaio rigido autocostruito, quindi privo di sospensioni posteriori, una forcella a molle aftermrket e ruote road king. Infine un ammortizzatore da moutain bike migliora il comfort della sella...per quanto possibile dal momento che non é imbottita.

All'alimentazione pensano 6 batterie da auto da 72 volt montate ordinatamente su due file e fissate con cinghie di cuoio. Il finto serbatoio serve a contenere i vari controller ed il carica batterie integrato.

 Le prestazioni non fanno ovviamente gridare al miracolo, il peso si ferma poco sotto i 300kg, la velocitá massima si attesta sulle 60 miglia orarie ( Poco sotto i 100km/h) e l'automonia é limitata a 70 miglia (circa 110 Km). In effetti su quel sellino e con il telaio rigido sfido io a farne di piú!

 In compenso il risultato é esteticamente appagante, le proporzioni da grossa cruiser sono rispettate in pieno e nel complesso il mix tecnologico é decisamete ben riuscito.




Via: Motorcyclenews

21 marzo 2011

Donne e motori...elettrici.



E' proprio vero che il motore dell'economia ha un nome ed inizia con F...

La Brammo, nota marca produttrice di moto elettriche, recentemente ha lanciato il suo nuovo modello, la "Empulse", nulla da dire, bel progetto, prestazioni ottime, estetica curata ed un bel passo avanti rispetto alla "Enertia", entry level cittadina dedicata ai piccoli spostamenti. Questa Enertia promette diverimento.
 Per enfatizzare la cosa durante lo scorso granpremio di Laguna Seca la Brammo ha presentato il suo nuovo gioellino contornandolo di bellezze locali poco vestite, non si sa mai, con il caldo che fa laggiú!
 Qui di seguito un pó di foto, con buona pace delle nostrane Veline e di chi sostiene che "donne e motori" includa per forza la componente benzina. A quanto pare se ne puó fare a meno...